Feste del Boden 2025 tra eclissi di luna e sprint del pellegrino

La luna e lo sprint del pellegrino. Sono due immagini che raccontano l’edizione 2025 dei festeggiamenti al santuario della Madonna del Boden di Ornavasso. Due immagini che, insieme a tante altre, compongono il mosaico di settimane intense, vissute tra preghiera, teatro, musica e incontri. Due immagini che parlano di un cammino di tante persone di paesi diversi che nel santuario del Boden si incontrano e diventano una comunità sola. Due immagini rimaste nella memoria di chi, la sera del 7 settembre – la notte del miracolo – ha percorso i tornanti della strada che sale al Boden, pregando e affidando la propria vita a Maria. Un cammino accompagnato da una luna speciale.

Eccola, la prima immagine: la luna. O meglio, l’eclissi di luna. A volte nella vita di ogni giorno sembra che la realtà attorno a noi oscuri ogni luce, anche quella della luna. Come ha ricordato don Roberto Sogni ai tanti pellegrini dell’Unità pastorale missionaria, «salendo verso il santuario, la sagoma della luna piano a piano è tornata a splendere nel buio del cielo. Per far risplendere la luna, come vuole Maria, bisogna camminare, non si può stare fermi. Non vuole delle persone e delle comunità impigrite, ancorate al “si è sempre fatto così”. Maria vuole comunità che sappiano camminare insieme, magari solo per alcuni tratti, solo per alcune strade. Ma quei tratti e quelle strade sono importanti».

La seconda immagine è “lo sprint del pellegrino”, rappresentato da quegli ultimi cinquanta metri di strada che conducono al sagrato del santuario. Volutamente sono stati “fasciati” a bordo strada come avviene sui traguardi delle gare di ciclismo. Attingendo proprio dal mondo della bicicletta, don Sogni ha ricordato come «nonostante la fatica sia stata enorme, quando si giunge a ridosso del traguardo, nell’ultimo tratto c’è sempre un po’ di sprint da parte delle atlete. Dopo l’arrivo, una volta recuperate le forze, ridiscendono tutte insieme, felici. Che bello se anche noi come pellegrini riuscissimo nella vita di ogni giorno a vivere questo, a fare qualche sprint in più per le nostre realtà, a non aver paura di non aver più fiato per arrivare al traguardo e poi accorgersi di non essere soli. Accorgersi che anche altri sono arrivati e stanno arrivando. E, come gli altri fanno con me, anch’io li incoraggio, li sostengo, per poi ritornare giù a valle, tutti insieme, con il sorriso sulle labbra».

La luce e il sorriso. Eccole, seppur con sfumature diverse, le due immagini che raccontano le feste del Boden. Un tempo di grazia, che ha visto il susseguirsi di tanti eventi, per riscoprire la bellezza di dirsi figli dell’unica Madre. A riflettori spenti e sfogliando l’album delle fotografie, i volti delle persone che hanno varcato la soglia del santuario sono davvero tanti: da chi ha riconfermato il proprio cammino matrimoniale a chi ha affidato il nuovo anno scolastico; da chi con coraggio ha ribadito di voler camminare insieme agli altri nella comunità, come legati in cordata, a chi ha donato la propria sofferenza e la propria malattia nelle mani di Maria. Volti che entrano nella storia e si uniscono a quelli delle tante persone che nei secoli li hanno preceduti in questo luogo speciale, il santuario del Boden. Un luogo che ridona il sorriso. E il sorriso è il primo alimento della speranza. Un sorriso, tanti sorrisi, uniti a quello dell’immagine di Maria, Madonna del Boden, per tutti “semplicemente, Madre”.